Il 28 marzo 2023, presso la Casa Comunale di Mesocco, si è tenuta la presentazione ufficiale della Fondazione Claudio Granaroli, un momento inaugurale dedicato all’arte, alla poesia e al dialogo culturale nel contesto della Valle Mesolcina.
La Fondazione nasce dal desiderio del Maestro Claudio Granaroli di dare continuità nel tempo alle proprie opere, valorizzandole attraverso un progetto culturale aperto, sostenuto anche dai collezionisti e da quanti hanno seguito e amato il suo percorso artistico. La direzione della Fondazione è affidata a Monica Rubini, che ha illustrato la visione e gli obiettivi dell’istituzione, sottolineando il profondo legame tra arte, territorio e natura.
Ospite d’onore della presentazione è stato il poeta ticinese Alberto Nessi, vincitore del Gran Premio Svizzero di Letteratura nel 2016, del quale è stato presentato il libretto di poesie Fiorincanto: un’opera delicata e intensa, popolata da immagini naturali e sguardi poetici capaci di parlare anche al mondo dell’infanzia.
Durante l’evento sono state inoltre esposte alcune opere significative del Maestro Claudio Granaroli, offrendo al pubblico un primo incontro diretto con il linguaggio pittorico dell’artista. È stato annunciato che Mesocco ospiterà una mostra permanente, allestita nella Casa Comunale, con esposizioni che verranno aggiornate periodicamente e affiancate, nel tempo, da interventi di artisti locali e internazionali.
Un momento particolarmente significativo della presentazione è stato dedicato alla dimensione storica e letteraria del territorio. Grazie alle ricerche del poeta e critico letterario Vincenzo Guarracino, è stato presentato un contributo legato alla figura di Martino Bovolino, poeta cinquecentesco di Mesocco, considerato una delle voci fondative della letteratura italiana nella Svizzera italiana.
La scelta di radicare la Fondazione a Mesocco nasce non solo da un legame personale, ma anche dalla convinzione che la grande natura alpina, con le sue montagne, i boschi, le cascate, il castello e le architetture storiche, rappresenti un luogo ideale per una rinascita dell’arte fondata sulla bellezza, sulla lentezza e sull’esperienza diretta.
La Fondazione ha annunciato inoltre l’intenzione di organizzare, accanto alle esposizioni, eventi culturali, laboratori, passeggiate artistiche e incontri poetici, coinvolgendo il territorio e valorizzando luoghi simbolici come il castello, la chiesa di Santa Maria e l’antico forno del paese, riattivato in occasione di eventi condivisi.
La presentazione si è conclusa come un invito aperto: a vivere l’arte non come oggetto distante, ma come esperienza collettiva, radicata nel paesaggio, nella storia e nella comunità.


