Pittore iperrealista e insegnante di pittura
Sono nato a Lonigo nel 1981 e riconosco la mia natura in una profonda e calma dedizione per il particolare. Per me, il dettaglio è l’insieme: una forza silenziosa che richiede di saper fermare il tempo. In un mondo che corre, la mia pittura è un atto di ascolto profondo verso ciò che rimane inascoltato. Restare in contemplazione di una venatura o di un riflesso significa onorare la realtà; nella precisione microscopica risiede la verità più grande. La mia mano ha il dovere di celebrare ciò che l’occhio vede, senza compromessi né scorciatoie. La mia arte è una lingua madre che profuma dei colori di mio padre, il pittore Luigi Tagliaferro, e della maestria manuale dei miei nonni. Da loro ho ricevuto il dono del “saper fare”: l’idea che l’arte sia un mestiere onesto e nobile. Questo legame con la tradizione mi ha spinto a cercare un dialogo diretto con i Grandi Maestri del passato, studiando i loro segreti non come semplici formule, ma come una comunione spirituale con la storia. Il rigore del mio percorso non è stato un limite, ma un “paradiso della disciplina” dove ho nutrito la mia ricerca. Il mio cammino è stato un’evoluzione costante tra la perfezione tecnica e l’autenticità. Se la tecnica è stata il mio primo obiettivo, l’incontro con il critico Alberto Agazzani ha segnato la mia rinascita interiore. Egli mi ha sfidato a cercare una personalità che andasse oltre l’imitazione. Lo ricordo come un “Ultimo Maestro” indomito, un guerriero rispettato per la sua indipendenza e integrità morale. La mia ascesa nel mondo dell’arte è iniziata nel 2009, quando Agazzani mi ha invitato alla mostra nazionale “Contemplazioni” a Castel Sismondo (Rimini). Ero il più giovane tra 110 artisti, eppure il mio Pinocchio colorato è riuscito a distinguersi accanto a nomi come Luciano Ventrone, Agostino Arrivabene e Roberto Ferri. Nel 2010, quell’opera è diventata il simbolo dell’Iperrealismo italiano su Art Dossier di Philippe Daverio, garantendomi una vastissima visibilità che ha attirato l’attenzione di Gilberto Grilli, biografo di Pietro Annigoni. Sono seguite molte altre mostre di livello nazionale e internazionale, con riconoscimenti come quello ricevuto in Slovenia nel 2024, quando sono stato premiato tra cento artisti internazionali, fino all’attuale realizzazione di un’opera monumentale destinata a una delle più antiche e influenti dinastie di collezionisti d’Europa.
La mia missione: insegnare il valore del Saper Fare
Svelare la tecnica per me non significa solo insegnare a dipingere: significa abbattere l’invidia professionale per permettere alla bellezza di manifestarsi senza ostacoli. Ho imparato che il segreto più grande non è la formula del colore, ma la generosità nel trasmetterla.
Dal 2012 ho scelto di aprire le porte del mio studio agli allievi. Questa esperienza ha affinato il mio metodo: l’insegnamento del ritratto mi ha spinto ad approfondire maestri come Raffaello e Bouguereau, usandoli come riferimento per la resa moderna della visione fotografica. La mia pratica non finisce mai: i miei occhi cercano costantemente nuovi dettagli in una ricerca instancabile della perfezione. Osservando l’evoluzione della didattica artistica in Italia durante i miei viaggi artistici, ho notato come i percorsi accademici statali si stiano sempre più aprendo ai nuovi linguaggi multimediali. Questa consapevolezza ha trasformato la mia didattica in una missione: sentire l’esigenza di offrire un’alternativa solida per chi cerca ancora il valore della pratica classica con lo scopo di custodire e tramandare la sapienza del disegno e del colore, senza rischiare che vada perduto per sempre. Nel 2020, a causa della pandemia, ho dovuto reinventare il mio metodo attraverso corsi di pittura online, ottenendo un ottimo riscontro. Dal 2021, porto questa stessa dedizione e esperienza anche all’Accademia Cignaroli di Verona, dove insegno pittura iperrealista e disegno rinascimentale con un approccio guidato da una precisa coerenza artistica. In questa storica istituzione, una delle più antiche d’Italia, ho trovato l’ambiente ideale per difendere e tramandare la “sapienza delle mani”. Qui l’arte non è solo idea, ma mestiere rigoroso: si studia il disegno dal vero e la tecnica pittorica con la stessa disciplina dei grandi maestri del passato. La mia presenza alla Cignaroli nasce dalla volontà di offrire agli allievi ciò che oggi è diventato raro trovare nelle istituzioni pubbliche: un luogo dove il cavalletto, il pigmento e l’osservazione analitica della realtà restano i pilastri fondamentali della formazione di un artista. Mentre molti maestri, per gelosia o timore, custodiscono gelosamente i propri segreti, io ho scelto la filosofia opposta. Ho deciso di rompere i muri delle invidie professionali: nei miei corsi, i segreti vengono svelati. Vi trasmetterò quelle conoscenze tecniche, dall’uso parsimonioso del colore alle velature, che altri preferiscono tacere.
